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Il carnevale più antico d’Europa: il carnevale di Putignano

Carnevale di Putignano

Le curiose origini del carnevale

Il Carnevale di Putignano è a memoria d'uomo il più antico d'Europa ed è certamente il più lungo del mondo, perché si estende da dicembre e continua, a fasi alterne, fino a poco prima dell'inizio della Quaresima. Ha anche una versione estiva molto apprezzata dai turisti che spinge gli abitanti di Putignano e i maestri di cartapesta a dare il meglio della loro arte e della loro inventiva, per far divertire in modo genuino i visitatori.

Le origini del Carnevale di Putignano risalgono al Medioevo e precisamente al 26 dicembre del 1365 quando venne traslato il corpo di Santo Stefano che si trovava a Monopoli e portato proprio a Putignano, dove ancora oggi si trova, e per l'esattezza nella chiesa di Santa Maria la Greca. Questo spostamento si rese necessario a causa dell'invasione dei turchi che depredavano le città incontrate sul loro cammino, compresi gli oggetti sacri e le reliquie. Pare tuttavia che la storia non sia del tutto veritiera e che si associ la vita del santo alla sola presenza del popolo turco, che effettivamente flagellava le coste italiane.

La leggenda vuole che al passaggio del corpo di santo Stefano nelle campagne pugliesi si unissero molti contadini, prima intenti a lavorare nelle vigne, per partecipare alla cerimonia religiosa. Finita la stessa cerimonia si diedero a balli e canti, festeggiando allegramente e inventando filastrocche in vernacolo e burlandosi dei personaggi locali più in vista. E' questa una tradizione che si è tramandata fino a oggi e che prende il nome di "Propaggini", centro del carnevale di Putignano. Nel '800 si festeggiava nelle taverne fino a notte inoltrata cantando e ballando proprio come nel '300, oggi invece è rimasta quella scanzonata allegria, ma è stata dirottata sulla capacità di alcuni poeti dialettali di fare satira tagliente su fatti avvenuti in città ed espressi in rima baciata.

Questa fase ancora oggi si prolunga fino al 17 gennaio, data che invece segna l'inizio del Carnevale in altre località. L'origine del nome "propaggini" fa certamente riferimento alla radice agreste del carnevale di Putignano, in quanto questo è il nome delle radici della vite e che quindi mantiene in vita la stessa pianta. Non è un mistero come il carnevale porti con se il simbolismo della rinascita a nuova vita, del passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile, quindi ai nuovi "germogli".

Questo periodo era naturalmente accompagnato dalla sacralità religiosa legata al santo che però è andata perdendosi con il tempo, e ha lasciato il posto invece allo spirito prettamente goliardico e satirico del carnevale come lo conosciamo oggi.

La sfilata dei carri per le vie della città

Nella seconda parte il Carnevale di Putignano si prolunga quindi fino all'inizio della Quaresima e precisamente fino al mercoledì delle Ceneri. E' in questo periodo che il Carnevale di Putignano entra nel vivo con la sfilata dei suoi carri per le vie della città, che richiamano migliaia di turisti da tutta Italia. Il richiamo turistico del carnevale di Putignano ha avuto una forte impennata negli ultimi anni, anche per il grosso impegno profuso dai maestri artigiani e dall'organizzazione che ha voluto realizzare vere e proprie opere d'arte nei carri allegorici che fanno sorridere e divertire con ironia e maestria. Quello che caratterizza il periodo carnevalesco a partire dal 17 gennaio sono i "Giovedì" dedicati a una precisa categoria di persone (preti, vedove, donne sposate, ecc) fino ad arrivare all'ultimo degli stessi giovedì dedicato palesemente ai cornuti o alternativamente agli uomini sposati.

E' evidentemente il giorno più divertente dove i maestri di cartapesta si sbizzarriscono, non solo nella creazione dei soggetti, ma nella palese ironia e sarcasmo che riescono a trasmettere al pubblico. Corrisponde al più noto giovedì grasso ed è onorato anche da un 'Accademia dei Cornuti che accompagna con azioni goliardiche tutta la giornata carnevalesca, che comincia molto presto. Verso le 6 del mattino infatti un gruppo di "cornuti" vestiti di rosso e nero e con un cappello dal quale spuntano 2 enormi corna richiamano tutti i cornuti della città (il richiamo dei cornuti appunto). Questi si recano a casa del "cornuto dell'anno" (detto luogo dell'ammasso) per omaggiarlo tra scherzi e risate generali al quale il malcapitato non può proprio sottrarsi.

Il folclore che accompagna il Carnevale di Putignano vuole che il giorno dei cornuti prosegua in serata, intorno alle 18.30 in piazza del Plebiscito. Salgono su un palco alcuni aderenti all'Accademia, nel ruolo di "dottori"e procedono con il taglio di un "palco" di corna per nascondere la "vergogna".

La serata quindi procede con una sagra del maiale e degustazione di prodotti tipici che riempiono le vie di una moltitudine di gente che può godere di spettacoli musicali, balli tradizionali, come la taranta, e gare podistiche che coinvolgono adulti e ragazzi.

Il carnevale di Putignano ha anche la sua maschera simbolo che è Farinella e prende il nome da un cibo poverissimo a base di farina di ceci che un tempo preparavano i contadini. La maschera ha origini recenti perché fu creata nel '800 e rappresenta una sorta di giullare con un vestito rattoppato variopinto, molto somigliante a quello di Arlecchino, dal quale però si differenzia per un cappello con 2 punte con campanelli e le scarpe. Fino agli anni '50 tuttavia il costume era bianco e verde, i colori della città di Putignano.

Il carnevale di Putignano ha visto un salto di qualità proprio dagli anni '50 in poi, grazie a un maestro di cartapesta, il sig. Armando Genco, che ha letteralmente inventato la moderna struttura dei carri allegorici. Prima infatti avevano un' "anima" in fil di ferro mentre oggi invece si poggiano su una struttura in gesso ricoperta da carta di giornali assemblata con la colla fatta di farina e acqua. Questa lavorazione ha garantito la leggerezza dei carri e la possibilità di crearne di dimensioni considerevoli. Oggi poi è stata introdotta anche la tecnologia informatica che li fa muovere e li rende ancora più spettacolari.